Amelia

Anno del Signore 1346, alla luce della candela la pergamena mostra nitide le parole ed il capolettera rosso, vergati con cura. Il notaio Pietro di Gregorio Bonagrazia aspetta che l’inchiostro si asciughi. Il documento renderà posto nell’armarium, tra i libri del Comune che il cancelliere è tenuto a compilare e tenere in ordine.

Anno 1976, in quello stesso archivio, monsignor Renzo Civili ritrova le carte vergate dal notaio, che contengono lo Statuto della città di Amelia del 1346. Presentano nel dettaglio la vita istituzionale della città, ne esplicano le leggi penali e civili che regolano la vita di artigiani, nobili, armati, contadini, in parte anche ecclesiastici.

 

Nel 2004, sotto la direzione di Enrico Menestò, Laura Andreani, Renzo Civili e Rita Nanni hanno studiato e pubblicato ciò rappresenta uno spaccato magistrale, sia pure in dimensione precipuamente giuridica, della vita e della storia di un popolo che ha lavorato giorno per giorno per evolversi, porre in essere una forma di vita comune, mediando fra le esigenze della politica internazionale (papato, impero), di quella locale umbra (Patrimonio di San Pietro, autonomie locali), e delle diverse componenti politiche e sociali interne alla città.

Ogni anno, dal 1977, grazie soprattutto a quei fogli antichi, gli Amerini dànno vita al loro Medioevo, attraverso le rievocazioni storiche dei momenti più importanti per la comunità: eventi istituzionali (corteo storico delle contrade, giuramento del podestà e degli ufficiali, etc.), diverse giostre equestri, il tiro con la balestra da banco, benedizioni e battesimi

“Sulla retta, che da Roma, passando per Todi, sale a Perugia, a circa 15 chilometri sopra la confluenza del Nera nel Tevere, in mezzo al delta formato dai due fiumi, convergenti ad angelo acuto, s’incontra l’antichissima Amelia. Si adagia essa sul pendio di colle aprico,che elevasi a m. 406 e digrada a mezzogiorno fino a m. 330. Bisogna dire che il sito scelto dai fondatori della città non poteva essere nè più ameno, nè più acconcio all’antica strategia. Torno torno una cornice di montagnole, di collinette, di poggi sempre verdeggianti di lecci e di olivi; deliziosi altipiani, baciati dal sole, ridenti di ville, di casolari; ricca distesa di campi, coltivati a cereali, vestiti di vigne, di oliveti e di frutteti svariatissimi; stradicciole che si arrampicano su per le balze, che s’insinuano nel folto dei boschi, che toccano le vette, scendono i pendii, s’incrociano, si affondano nei valloncelli; larghe vie maestre, quasi candidi nastri serpeggianti, che si snodano, salgono, piegano, si perdono di vista nelle svolte, ricompaiono e conducono alle non lontane città, una volta rivali ed ora sorelle. Ecco lì il monte Cimini, col dorso a scogliera e la cima crestuta. Pare un colossale can mastino che da secoli resti a guardia di Amelia, digrignando i denti. E quà e là, sentinelle avanzate, su qualche cucuzzolo, occhieggiano ancora d’infra il verde i ruderi di castellacci e torrionn; e sembrano meditare sulle lotte fratricide di altri tempi, fomentate e tenute accese dall’invidia, dall’ambizione, dalla sete di predominio, dalla prepotenza; e sembrano guardare con muto compiacimento ai tempi nuovi, che ci hanno dato la patria una e la concordia degli spiriti nel volerla grande ed onorata. Il corso d’acqua, quando l’acqua vi corre, detto Fosso grande, scaturisce in quel di Melezzole ed, ingrossato dai rigagnoli incontrati per via nei tempi piovosi, scende a lambire i piedi del colle amerino e ne abbraccia, per una buona metà, la periferia,specialmente sul Iato nord-ovest, dove il roccioso fianco del colle è taglialo quasi a picco. Del resto in tempi remoti, le acque abbondavano più di oggi, e la sorgente dell’interno della città dava un getto copioso, che, versandosi fuor delle mura, andava a fluire nel fossato periferico, comunicante alle due estremità col Fosso grande. Per tale modo, alla cinta muraria, che da se costituiva un formidabile baluardo, aggiungevasi in giro la piena dell’acque si da rendere la città munitissima. E dove ora sorge la torre millenaria, in vetta al colle, gli antichissimi fabbricatori di Amelia dovettero certo elevare una costruzione turrita per maggiore difesa della fortezza.”

Guida di Amelia, Mons. Angelo Di Tommaso

LE CONTRADE

Statuimus et ordinamus quod omnes et singule contrate civitatis Amelie, que sunt quinque, scilicet Platea, Vallis, Pusterule, Collis et Burgi, sint et esse debeant divise et limitate, prout per suprestites super custodia dicte civitatis sunt limitate et declarate. (Art 202 Statuti del Popolo del 1346—De divisione Contratarum). Decidiamo e ordiniamo che ognuna delle contrade della città di Amelia, che sono cinque, e cioè Platea, Vallis, Posterola, Collis e Burgus, sia delimitata e separata dalle altre, esattamente per come vengono delimitate e dichiarate  da coloro che si occupano della custodia della città.

Una passeggiata per Amelia medievale

Camminare per Amelia durante le due settimane della manifestazione storica significa immergersi completamente nella vita delle contrade. Per conoscerle, per capire le loro origini e i loro nomi, bisogna addentrarsi nella città antica e lasciare che i colori delle bandiere e degli stemmi ti portino dall’una all’altra, che la città te le racconti come solo lei può fare. Partendo da Porta Busolina (oggi Porta Romana) siamo nel Borgo anche nel Medioevo la via principale, in cui si affacciavano botteghe di commercianti e artigiani: il blu e il rosso sono i colori della contrada Crux Burgi. Saliamo fino ad arrivare alla Platea Major (oggi via Garibaldi): qui i colori cambiano, il blu, il bianco e le croci in campi contrapposti della famiglia Cansacchi ci dicono che siamo nella contrada Platea. La Loggia del Banditore domina il lato sud della piazza; accanto ad essa la colonna a cui  venivano legati i debitori per la fustigazione.

Saliamo ancora verso il Duomo, fino ad arrivare alla cattedrale e alla Torre Civica, da dove si domina la città. I colori verde e blu ci indicano che siamo nel territorio della contrada Collis, zona di nobili e potenti famiglie, tra cui i Geraldini. Proseguendo il cammino, arriviamo ad uno dei quattro accessi alla città, laddove i commercianti che venivano da fuori pagavano la “Postierla” per poter attraversare la Porta e vendere le loro merci. Porta Postèrola dà il nome alla contrada, i colori rosso e  giallo del Senato Romano sventolano sulle bandiere. Alla fine del nostro cammino all’interno della città, giungiamo alla Porta della Valle, affacciata sul versante ovest, sulla strada per Orvieto. Gli occhi si riempiono dei uno dei paesaggi più belli di Amelia, la campagna, il Rio Grande, il camminamento lungo le mura, le torri d’avvistamento e i Giardini d’inverno, tutto si ammanta di blu e giallo, i colori della contrada Vallis. Amelia e le sue contrade sono solo la cornice, il contenitore, cinto da mura millenarie, in più parti ciclopiche e poligonali, in cui si è sviluppata la vita di una comunità che vive e risiede in modo stanziale da migliaia di anni, su una collina ripida eppure ampia, ricca di acqua, di verde, di palazzi quattrocenteschi e cinquecenteschi, in cui trova posto un teatro bellissimo in piena efficienza e ben custodito. Non possiamo riassumere 3000 anni di storia in una pagina, possiamo invitarvi a conoscerla ed apprezzarla insieme a noi, in chiave medievale e non solo. Sulla vita quotidiana all’interno della città possediamo una documentazione ricca, ma in buona parte ancòra da studiare: per il Trecento sono una vera miniera di informazioni gli Statuti cittadini (1330 e 1346); per i secoli successivi ci aiutano i volumi delle Riformanze, custodite nella Biblioteca comunale. Quel momento in Avignone, coi Comuni limitrofi (Todi, Orvieto, Narni, Terni, Viterbo, Spoleto), con l’Impero tedesco, con gli altri Stati della penisola, col proprio territorio rurale. La vita sociale è quella di una vivace cittadina del Tardo Medioevo italiano. I commerci (soprattutto col contado), l’artigianato, l’agricoltura, l’allevamento, la pastorizia sono le attività più importanti. Per incrementare le attività, il Co-mune dona 100 soldi perugini a chiunque venga in Amelia ad esercitare un mestiere che non sia tenuto da alcun Ameri-no. Tutto è regolato minuziosamente dagli Statuti (persino i luogo dove devono esercitare le prostitute!), anche per la forte crisi economico-sociale degli anni verso la metà del sec. XIV, che rendeva necessario un controllo molto serie della produzione, del trasporto e del consumo dei generi alimentari, soprattutto dal contado verso la città. Amelia medievale: istituzioni politiche e vita sociale

Nel Trecento Amelia è un Comune autonomo all’interno del Patrimonio di San Pietro. La sua struttura istituzionale è equilibrata tra queste due esigenze: autonomia e fedeltà allo Stato dei papi (che in quel momento risiedono in Avignone).

Il potere esecutivo è nelle mani di un podestà, necessariamente forestiero e di nomina romana, così come i principali suoi Officiales: il Guardiano, il Camerario, il Cancelliere, i notai). Il potere legislativo è nelle mani del Consiglio degli Anziani (in numero di sei, tre guelfi e tre ghibellini). La vita politica e istituzionale della città è data dai (difficili e mutevoli) rapporti che essa intrattiene, oltre che col rettore del Patrimonio, col Senato di Roma, con la curia pontificia, coi Comuni limitrofi (Todi, Orvieto, Narni, Terni, Viterbo, Spoleto), con l’Impero tedesco, con gli altri Stati della penisola, col proprio territorio rurale. La vita sociale è quella di una vivace cittadina del Tardo Medioevo italiano. All’interno della generale crisi del Trecento, i commerci (soprattutto col contado), l’artigianato, l’agricoltura, l’allevamento, la pastorizia sono le attività più importanti. Per incrementare la ricchezza della città, il Comune dona 100 soldi perugini a chiunque venga in Amelia ad esercitare un mestiere che non sia già svolto da alcun Amerino. Tutto è regolato minuziosamente dagli Statuti (persino il luogo dove devono esercitare le prostitute!), anche per la forte crisi economico-sociale degli anni verso la metà del sec. XIV, che rendeva necessario un controllo molto serie della produzione, del trasporto e del consumo dei generi alimentari, soprattutto dal contado verso la città.

Cookies Policy

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli inserti pubblicitari, al fine di fornire funzioni per i social media e analizzare il traffico. Inoltre, condividiamo le informazioni inerenti all'uso del nostro sito sui social media e con i nostri partner pubblicitari e di analisi dei dati in conformità con la nostra Informativa sulla privacy. Può gestire le Sue preferenze in Impostazioni dei cookie. Utilizzando questo sito web, Lei acconsente all'uso dei cookie.

Informazioni Cookies
La Sua privacy

Quando visita un sito web, questo può archiviare o recuperare informazioni sul Suo browser, perlo più sotto forma di cookie. Le informazioni potrebbero riguardare Lei, le Sue preferenze o il Suo dispositivo e sono utilizzate soprattutto perché il sito funzioni nel modo atteso.

Normalmente, le informazioni non La identificano direttamente, ma Le consentono di vivere un'esperienza più personalizzata sul web. Nel rispetto del Suo diritto alla privacy, può decidere di non acconsentire, modificandeo le impostazione del browser. Tuttavia, il blocco di alcuni tipi di cookie può avere conseguenze sull'esperienza di navigazione sul sito e sui servizi che possiamo offrire

Cookie necessari

Sono cookie necessari per il funzionamento del sito web e non possono essere disattivati nel nostro sistema. Di solito, sono impostati solo per rispondere alle azioni con cui si richiedono servizi come l'impostazione delle preferenze per la privacy, la registrazione o la compilazione di moduli. Senza questi cookie ci sarà impossibile fornire alcune parti del sito o dei servizi richiesti.

Cookie Prestazioni e analisi

Questi cookie ci permettono di contare le visite e le sorgenti di traffico così da poter misurare e migliorare le prestazioni del nostro sito. In questo modo ci è possibile sapere quali pagine sono più o meno popolari e vedere in che modo i visitatori navigano sul sito.

Tutte le informazioni raccolte dai cookie sono aggregate e pertanto anonime.

Cookie Social Media

Questi cookie permettono la condivisione dei post sui social media o l’interazione con il sito tramite i propri profili social (Facebook, LinkedIn, Google+, ecc ).

Le informazioni sono raccolte dalle organizzazioni proprietarie dei plugin e non sono in alcun modo gestite dalla nostra azienda.

Di seguito si riportano i link alle informative delle suddette organizzazioni